giovedì 16 maggio 2013

Il Grillismo: nuova forma di videocrazia

Molti commentatori e notisti politici si sono interrogati negli ultimi mesi sul clamoroso successo elettorale del Movimento 5 Stelle. Me ne sono interessato anch'io e segnalo un mio pezzo pubblicato ieri sulla rivista "Media2000".

È un'analisi dell'uso dei media da parte del M5S, in particolare del contro-rapporto tra Grillo e la Tv. La mia idea di fondo è che la televisione commerciale degli ultimi vent'anni abbia progressivamente diffuso schemi culturali "anti-sistema" che oggi Grillo sfrutta appieno.

"Il Grillismo: una cultura (televisiva) anti-potere e assolutiva"
  http://www.mediaduemila.it/?p=12992

domenica 12 maggio 2013

Notizie che non lo erano

Da Il Post.it ennesimi sintomi di mala-giornalismo italiano:
http://www.wittgenstein.it/2013/03/18/notizie-che-non-lo-erano-201/

Oramai la patologia è accertata, ma bisogna ragionare ancora molto su cause e terapia.

"Le vendite di libri e giornali non sono come dovrebbero essere, ma la malattia gode di uno stato di salute eccellente" (M. McLuhan)

sabato 20 aprile 2013

diffuso delirio

Vedo e leggo un sacco di gente che grida e non ascolta,
che ha una sola ragione e non vuol sentire ragioni altrui,
che crede di poter cambiare qualcosa da sola..

Come un diffuso delirio di onnipotenza.


mercoledì 20 marzo 2013

I profeti di ieri e quelli di oggi

Stamane sul Corriere una lectio magistralis di Paolo Mieli su Machiavelli e Savonarola..
Sembra storia che parla del presente. E dei 'profeti disarmati' di oggi.

"È straordinario vedere in mezzo alle passioni, agli urti, alle fantasie eccitate e al generale confusionismo dello spirito di quel momento, un giovane, che avrebbe avuto tutte le ragioni politiche d'andar d'accordo col Savonarola, mettersi risolutamente in disparte, non credere a nulla di quello che diceva, pesarlo come forza politica e presentire che essa si sarebbe dissolta alla prova del fuoco. Con grande disprezzo, Machiavelli deve aver considerato il profeta ch'entusiasmava i suoi fiorentini; e di quel disprezzo si sente ancora tutto il peso nel nomignolo con il quale ha poi bollato tutti coloro che, come Savonarola, hanno eccitato gli uomini a ideali troppo alti per l'universa mediocrità, lontani dalla realtà dei loro tempi, e non decisi ad adoprare i mezzi necessari per realizzarli… i profeti disarmati."

sabato 2 febbraio 2013

il conduttore non sa parlare? meglio!

A curiosare tra i canali della tv digitale si scoprono di continuo nuovi programmi (di solito format targati USA) e nuovi “tipi da tv”, che conducono o semplicemente riempiono lo schermo. Avete notato che una percentuale altissima di questi nuovi personaggi sono stranieri? Parlano italiano, ma incappano continuamente in mille strafalcioni. Eppure sono preferiti a conduttori nostrani.
Non è un caso. Ciò che piace al pubblico televisivo è proprio il loro modo d’usare la lingua... che chiamerei “a bassa definizione”.
Mi vien da dire che questa preferenza per l’accento estero (specialmente inglese, ma anche francese e spagnolo) è l’effetto particolare di un principio mcluhaniano che vale per la tv a livello generale e poi si declina in tanti aspetti specifici:
“La televisione preferisce trasmettere procedimenti di lavorazione piuttosto che prodotti finiti.”